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    Trapani

    Trapani (Tràpani in siciliano) è un comune di 70.635 abitanti, capoluogo della omonima provincia. In realtà la conurbazione urbana conta più di 100 mila abitanti, in quanto una parte della città, la popolosa frazione di Casa Santa, fa parte del comune di Erice. È posizionata nella parte occidentale della Sicilia e sorge sullo stesso promontorio dell'antica Drepanon, termine greco che significa falce, data la forma del promontorio su cui sorge la città. E' denominata anche "Città dei due mari" in quanto la zona costiera a nord della Città è bagnata dal Mar Tirreno mentre quella ad ovest della Città è bagnata dal Mar Mediterraneo .Ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all'estrazione ed al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, protesa sul Mediterraneo e del suo famoso porto che anticamente fungeva da sbocco commerciale per la più famosa Eryx sita sul monte che sovrasta Trapani. Altre fiorenti attività erano e sono tutt'ora la pesca, specialmente del tonno per la quale si usava la classica tecnica della mattanza nelle varie tonnare site nella città e dintorni (San Giuliano, San Cusumano, Isola di Formica) e in provincia (Favignana, Bonagia, San Vito lo Capo, Scopello, Capo Granitola), l'estrazione e il commercio del marmo, la lavorazione del corallo.

    Clima


    La città di Trapani si caratterizza per il tipico clima mediterraneo, caratterizzato da inverni raramente freddi ed estati moderatamente calde ed afose; solo durante le onde di calore e in presenza di venti di scirocco le temperature massime possono attestarsi attorno ai 40°C, ma con umidità relativa estremamente bassa. Le precipitazioni si attestano sui 450 mm annui, con marcato minimo estivo e picco autunnale molto contenuto.

    Le origini


    Le origini di Trapani sono così antiche che affondano nella leggenda. La mitologia vuole che la città di Trapani sia stata originata dalla falce caduta a Cerere mentre sul carro trainato da serpi alati correva per il mondo alla ricerca della figlia: la falce caduta in mare si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse una città, per tale forma detta appunto Drepanon ("falce" in greco antico). Secondo un'altra tradizione mitologica Trapani sarebbe invece sorta dalla falce caduta dalle mani di Saturno dopo aver evirato il padre Urano mentre per altri Trapani nacque dall'amore sorto tra il cielo e il mare. Al di là delle suggestioni mitologiche, è storicamente accertato che Trapani fu fondata dagli Elimi in una data sicuramente anteriore alla caduta di Troia (1260 a. C.). Nell'Eneide Virgilio racconta le avventure dell'eroe troiano Enea e, fra esse, quella che lo portò in Sicilia, accolto da Aceste, figlio di Crimiso e di Egesta. Qui, gli morì il padre Anchise e qui il pio eroe seppellì la salma del padre sul monte Erice tornandovi successivamente dopo la fuga da Didone e celebrando con giochi grandiosi la memoria del genitore. Questa narrazione accredita l'ipotesi che ai tempi di questi giochi esistesse già il piccolo borgo drepanitano. Dunque, gli Elimi, originari abitatori di Erice, fondarono in pianura un villaggio in prossimità del mare e delle terre coltivate per stabilire un centro di collegamento tra la vetta - in cui risiedevano e si rifugiavano per ripararsi da eventuali attacchi esterni - e il posto di lavoro, dove si dedicavano all'agricoltura e alla pesca dalla terraferma. Quando nel IX secolo i Fenici dalla vicina Cartagine si mossero verso le coste occidentali della Sicilia, trovarono già costruito dagli Elimi il borgo di Trapani e con questi ultimi lo abitarono pacificamente. Trapani, pur nell'area di influenza cartaginese, rimase sempre città libera e alleata. Il piccolo villaggio di Trapani doveva sorgere su un promontorio, quasi un'isola, più o meno corrispondente all'attuale quartiere di San Pietro (o Casalicchio), diviso dall'entroterra paludoso mediante un canale navigabile che metteva in comunicazione il mare di Tramontana con quello di Mezzogiorno. Con la creazione della colonia fenicia il villaggio doveva contare meno di 500 abitanti. Trapani, fondata dagli Elimi, nasce sostanzialmente come porto di Erice. L'immigrazione dei Sicani prima (già insediati nella Sicilia occidentale), e dei Fenici e dei Cartaginesi poi, fece di Trapani una città-emporio per la sua felice posizione geografica.

    Lo sviluppo del nucleo cittadino durante l'influenza cartaginese


    Quando nell'VIII secolo i Greci fondarono le prime colonie in Sicilia, i Fenici lasciarono che essi occupassero la parte orientale dell'Isola e si concentrarono nella punta occidentale. Durante l'influenza punica Trapani si adornò di monumenti, si sviluppò commercialmente, si sganciò politicamente da Erice, molto probabilmente coniò moneta ed ebbe un fiorentissimo cantiere navale. Durante le guerre contro i Greci e Siracusa, Trapani si fortificò e si mantenne saldamente legata alle sorti di Cartagine. Da piccolo borgo, gradualmente giunse a essere una città murata di forma quadrangolare con un perimetro di più di un miglio, tutta circondata dal mare tranne che nella parte orientale. Due porte aperte nel muro di levante assicuravano l'ingresso in città dalla parte di terra. In vista dello scontro epocale con Roma, il generale Amilcare - uno dei più grandi capi militare di Cartagine - fortificò la cinta muraria di Trapani, vi fece trasferire la popolazione ericina, e distrusse Erice. Poco prima del 260 a. C., Trapani subì dunque un nuovo allargamento, alcune torri del vecchio sistema difensivo furono abbattute, mentre se ne fabbricarono delle nuove. Amilcare fece costruire il Castello di Terra con la relativa torre a levante della città, mentre a salvaguardia del porto fece costruire Torre Pali e la Torre Peliade o Colombaia.

    Dai Romani alla dominazione spagnola


    La sua importante posizione strategica fu utilizzata durante la prima guerra punica, quando nelle sue acque i Cartaginesi prima sconfissero la flotta romana, ma anni dopo, con la sanguinosa battaglia delle Egadi, i Romani conquistarono la città, mutandone il nome in Drepanum. Dopo i Romani dominarono la città i Vandali, poi i Bizantini, ma fu con gli Arabi e con i Normanni, che la città raggiunse un fervido sviluppo, florida nei commerci e nelle attività culturali. Dopo un breve periodo sotto gli Angioini, Carlo V, che nel 1518 soggiornò a Trapani di ritorno dalla vittoria contro i pirati barbareschi, vi insediò un Senato, e divenne primario centro commerciale.

    Dal Regno di Sicilia alla fine della seconda guerra mondiale


    Dopo le brevi parentesi sabauda e austriaca, dalla seconda metà del Settecento inizia il regno borbonico con il Regno delle due Sicilie, che continuerà fino al 1860. In questo periodo i trapanesi si dedicano al commercio e all’industria. Fiorente è l’attività marinara, così come le industrie del sale e le tonnare. Rimasta pressoché indifferente alla sollevazione del 1820, Trapani partecipò attivamente invece ai moti del 1848, sanguinosamente repressi. Liberata nel maggio del 1860 dai garibaldini sbarcati a Marsala, aderì con il plebiscito per il Regno d'Italia. Ebbe circa 700 caduti nel corso della Prima guerra mondiale. Fu importante porto e base sommergibilistica durante la Seconda guerra mondiale, che, con il locale aeroporto di Milo, fu punto di collegamento dei rifornimenti per le truppe in Nord Africa. Fu bombardata sia dai francesi nel 1940, che dagli angloamericani, ed ebbe la distruzione dell’intero quartiere storico di San Pietro, e del Teatro Garibaldi, costruito nel 1849. Ben ventotto sono le incursioni aeree che la città subisce, collocandola al nono posto dei capoluoghi di provincia italiani bombardati. Il 22 luglio del 1943 le truppe alleate di Patton giungono nella piazza di Trapani. Fu l'unica città siciliana che nel referendum del 1946, si schierò in maggioranza per la Repubblica.

    Stemma, gonfalone, onorificenze



    Stemma


    "Di rosso, al ponte di tre archi, l'ultimo incompleto, sostenente cinque torri, delle quali la seconda più alta, il tutto di oro, murato di nero, posto sopra un mare fluttuoso di azzurro e di argento, e sormontato da una falce d'oro, posta in fascia, con la impugnatura a destra e la punta rivolta verso la punta dello scudo". (Decreto del 11 agosto 1928)

    Il significato dello stemma


    Lo stemma della Città di Trapani ne racconta la storia attraverso una simbologia specifica. Le cinque torri rappresentano le prime cinque torri che difendevano il nucleo della città: la Torre Pali, oggi scomparsa, che si trovava nel rione Casalicchio (San Pietro); la Torre Vecchia, incorporata nell'ex Palazzo Carosio all'angolo tra via Carosio e via delle Arti; la Torre di Porta Oscura che si trova dove oggi si erge la Torre dell'Orologio del Palazzo Cavaretta; la Torre del Castello di Terra, il maggiore presidio dell'antica cinta muraria visibile ancora oggi alle spalle degli uffici della questura; la Torre Peliade o del Castello di Mare detta anche "Colombaia" situata ancora oggi sull'isolotto omonimo all'imboccatura del porto. Il porto di Trapani durante il medioevo era uno dei più importanti d'Italia aveva infatti ottenuto, a partire dal 1097 sotto il dominio normanno di Ruggero, una franchigia importantissima che gli consentiva di essere praticamente una porta per l'oriente, data la sua preziosissima posizione geografica. In quel periodo infatti tutte le più potenti città marinare avevano un ambasciata nel porto trapanese: Genova, Pisa, Venezia, Amalfi e con le prime due specialmente Trapani aveva l'accordo di fungere come scalo per raggiungere i loro possedimenti nell'Africa settentrionale. Gli archi che reggono le cinque torri possono essere interpretati in due modi: rappresentazione delle antiche porte di accesso alla città oppure rappresentazione dell'antico acquedotto che collegava il centro urbano alle sorgenti di campagna lungo il tratto di strada che prende oggi il nome di via Archi. La falce che sormonta le torri richiama immediatamente la forma falcata della penisola sulla quale si adagia la città di Trapani («Drépanon» in greco vuol dire falce). Ci sono due antichissime leggende che spiegano la fondazione di Trapani. Secondo la prima, Trapani nasce dalla falce caduta dalle mani della dea della prosperità Demetra alla disperata ricerca della figlia Persefone rapita dal dio degli inferi Ade. Il secondo mito vede protagonista Saturno, dio del cielo che uccide e detronizza il padre Crono evirandolo con una falce che, cadendogli dalla mano, si posa sul mare dando origine alla città. Saturno era anticamente il dio patrono di Trapani e ancora oggi si può ammirare una statua che lo ritrae posta a ornamento della fontana che si trova in piazzetta Saturno, nel centro storico.

    Onorificenze conferite alla città


    La città di Trapani è la XIV tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. L'onoreficenza fu assegnata dal re Umberto I. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

    Il 31 dicembre 1961 dal Presidente della Repubblica Antonio Segni è stata insignita della Medaglia d'oro al valor civile, per le numerose vittime subite nel corso dei bombardamenti degli Alleati durante la Seconda guerra mondiale Questa la motivazione del conferimento: "Oggetto di continui bombardamenti, resisteva impavida alla furia nemica, offrendo alla Patria l'olocausto di seimila dei suoi figli migliori. 1940 - 1945".

    Economia



    Industria e artigianato


    Fino alla fine dell'800 Trapani svolse un ruolo fondamentale di "polo" agroalimentare del Mediterraneo. Il sale delle sue saline, particolarmente ricco di sali minerali, era il più apprezzato per la salagione dei merluzzi norvegesi e ne nasceva un ricco interscambio. Il tonno era pescato dalle tonnare più ricche e dava luogo ad una attrezzata industria della conservazione sotto olio. La provincia forniva in particolare il vino marsala, molto apprezzato sul mercato inglese. Una flotta commerciale aveva base nel porto. Numerosi i pastifici. Famosa anche per l'artigianato del corallo e l'argenteria. Cominciò poi un'epoca di decadenza e nonostante gli sforzi, questo ruolo centrale non fu più recuperato. Nel ventennio fascista si assistette ad una ripresa dell’economia del territorio, che proseguì nel dopoguerra. Oggi l'estrazione del sale marino è stata reintrodotta dalla Sosalt. Sviluppato il settore terziario. Importante anche la produzione vinicola: le aziende più importanti sono Fazio wines, la Cantina sociale di Trapani e Firriato. Di rilievo la cantieristica: è in fase di realizzazione, nei Cantieri Navali di Trapani, una grande nave petroliera che sarà dotata di avanzate tecnologie sia in termini di sicurezza che di navigazione. Il porto ospita due bacini di carenaggio e otto scali d'alaggio.

    La lavorazione del corallo


    La pesca e la lavorazione del corallo hanno contribuito molto a far conoscere Trapani e il suo territorio. Tra XV e XVI secolo i pescatori trapanesi iniziarono a praticarle grazie all'abbondanza dei banchi corallini scoperti. La pesca iniziava nel mese di maggio e terminava a settembre; l'artigianato della lavorazione del corallo divenne quindi sistematico: i pescatori corallari, riuniti nella corporazione dei Pescatori della marina piccola del palazzo, abitavano concentrati nella odierna via Corallari. Nella Historia di Trapani del 1591, si parla dell'attività dei corallini e corallari trapanesi, il bono magisterio si era già affermato da mezzo secolo come vera espressione d'arte. Le zone più ricche erano antistanti il mare di Trapani, lungo le coste settentrionali, ma i pescatori, si dirigevano fino alle coste dell'Africa. Arrivato in porto il corallo veniva venduto ai mercanti, ai fabbricanti di gioielli e agli artisti che, dopo un lungo e laborioso processo di lavorazione, lo trasformavano in vere e proprie opere d'arte.

    I corallari acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con i loro prodotti; oggetti sacri e profani, capezzali e cornici, presepi nei quali il corallo è frammisto ad oro, argento, smalti e pietre preziose. Una serie interminabile di capolavori di gusto grottesco e fantastico con reminiscenze gotiche nella miniatura locale più tardiva, frammista ad aspetti della decorazione scultorea di scuola gaginesca. Tra la fine del XVI secolo e i due secoli successivi, vennero create opere di squisita fattura per re, principi, cardinali e papi. Realizzazioni memorabili sono la Montagna di Corallo acquistata per una cifra altissima, nel 1570 a Trapani, per conto del Viceré di Sicilia Don Francesco Ferdinando Avalos de Aquino, per inviarla a Filippo II di Spagna e quella donata nel 1631, dal Senato di Palermo, al Papa Urbano VIII. Tutto ciò consolidò una rete di committenze prestigiose in tutta Europa e produsse opere sempre più ricche ed elaborate. La maggioranza di tali capolavori si trova oggi fuori dalla Sicilia nelle collezioni dei Doria, dei Conti di Schoenborn a Pommersfelden, dei Principi di Ligne, dei re di Spagna e dei Whitaker. Presso il Museo Pepoli, si possono ammirare sculture, monili e altre opere dei maestri trapanesi realizzate in corallo.

    Oggi tuttavia la pesca è quasi del tutto scomparsa, e limitata a qualche artigiano la lavorazione del corallo.

    Pesca


    La pesca a Trapani vanta un'antica tradizione. Il porto peschereccio ospita 252 imbarcazioni, di piccola e media pesca. Tre sono le cooperative di riferimento. La commercializzazione del prodotto ittico avviene sia sul molo che al mercato ittico all'ingrosso. Il 30 per cento è destinato al mercato locale, l'altro all'esportazione o alla trasformazione. L'antico mercato del pesce, in passato utilizzato per la vendita al dettaglio, ha da sempre sintetizzato il forte legame tra la Città ed il mare; “l’atmosfera popolare” che in esso si respirava e gli odori del pescato tipico di queste zone, hanno rappresentato anche una attrazione turistica di questo luogo. Divenuto ancora più suggestivo dopo essere stato ristrutturato nel 1998, è adesso inutilizzato perché poco funzionale all’attività della pesca, in quanto posto ad una certa distanza dal porto peschereccio. E’ per questo motivo che il nuovo mercato del pesce sorgerà nelle sue immediate vicinanze.

    Fiere


    Si svolge da qualche anno la Fiera Campionaria dell' ARtigianato, COmmercio e INdustria (AR.CO.IN), una delle più importanti della Sicilia Occidentale che richiama ogni anno un elevato numero di visitatori ed anche operatori del settore. Si svolge nell'area dell'autoparco comunale.

    Trasporti e Mobilità



    Collegamenti


    Dalla Città di Trapani è possibile raggiungere Palermo tramite l’Autostrada A29: sono circa 110 i chilometri che separano i due capoluoghi. L’autostrada, naturale prosecuzione della circonvallazione di Trapani, si diparte ad Est permettendo di raggiungere le Città dell’entroterra Provinciale ed anche l’Aeroporto di Palermo-Punta Raisi, distanziato da circa 80 km. Le S.S. 187 e S.S. 115 permettono il collegamento dal Capoluogo rispettivamente ai Comuni posti a nord della Provincia ed ai due grandi centri di Marsala e Mazara del Vallo posti a sud della stessa. La S.P. 21 collega il Capoluogo all’Aeroporto di Trapani-Birgi. Quest’ultimo si trova 15 chilometri a sud della Città, ed è un aeroporto militare e civile con piste differenziate. Sta vivendo una fase di forte rilancio offrendo, tra gli altri, collegamenti per Pantelleria, Roma, Milano, Barcellona, Stoccolma e Brema. Per quanto concerne il Trasporto Ferroviario, sono due le linee che collegano Trapani a Palermo: l’una, che è la via più breve, passa per la stazione di Alcamo mentre l’altra attraversa i centri a sud della Provincia prima di raggiungere il Capoluogo di Regione. La Stazione Ferroviaria si trova al centro della Città consentendo di raggiungere con facilità il Centro Storico ed il Porto. Da quest’ultimo è possibile raggiungere le Isole Egadi e Pantelleria ma anche le destinazioni di Cagliari, Tunisi e Livorno. Il suo posizionamento è centrale rispetto al Mediterraneo, quindi ideale scalo per i traffici commerciali e passeggeri che attraversano il Canale di Sicilia. La sua particolare conformazione permette di dare a Trapani l’appellativo di Città-Porto, una delle pochissime in Italia. E’ possibile distinguerlo in tre zone: la prima riservata al traffico passeggeri è quella che si inserisce perfettamente nel Centro Storico della Città; i lavori, di cui è stata oggetto, hanno permesso di creare uno splendido fronte-mare; la seconda è quella costituita del porto peschereccio ad Ovest della Città ed infine la terza è quella riservata al traffico merci.

    Trasporti pubblici


    Trapani è l'unica Città dell'intera Provincia a possedere un servizio di trasporto urbano. E' l'ATM Trapani l'azienda che gestisce tale servizio all'interno del territorio comunale con un numero di linee pari a 13. Per la mobilità all'interno del centro storico, vengono utilizzati alcuni bus elettrici che possono transitare nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL). L'azienda offre, nel periodo estivo, la possibilità di utilizzare 2 bus bipiani scoperti per consentire a turisti e non, di effettuare dei percorsi panoramici in Città. Si avrà una migliore razionalizzazione del trasporto urbano ed extraurbano con il completamento, ormai imminente, del Centro Servizi per la Mobilità che servirà a dare anche informazioni riguardanti i collegamenti marittimi con le Isole Egadi ed aerei dell'Aeroporto di Trapani-Birgi.