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Catania - Fontana di Proserpina

Catania - Fontana di Proserpina
 
Monumentale gruppo scultoreo in cemento, opera di Giulio Moschetti (1849-1909), ascolano di nascita, catanese di elezione. Chiamato nel 1883 dall'architetto Carlo Sada per decorare il Teatro Massimo (scolpì anche le statue della Traqgedia e della Commedia poste sul frontone del "Ballini"), agli inizi del secolo ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico di realizzare la grande fontana nella piazza della stazione. L'opera venne ultimata nell'aprile del 1904. Raffigura Plutone, dal volto corrucciato, sul suo cocchio tirato da cavalli e sirene, mentre strappa alla terra la bella Proserpina, figlia di Zeus e di Demetra. Il gruppo è al centro di una grande vasca (alla fine del 1979, è stata dotata di un nuovo e più potente impianto idrico per l'alimentazione degli sampilli che, disposti a corona attorno al monumento, formano, soprattutto di sera insieme con l'impianto di illuminazione, un vivacissimo gioco di acqua e di colori). L'innaugurazione avvenne in tono minore poichè proprio nel giorno fissato per la cerimonia, la città era in preda a fermenti e polemiche per il contemporaneo arrivo dell'imperatore di Germania Guglielmo II e di una delegazione della municipalità di Parigi. La corrente conservatrice giudicava inopportuno l'inserimento delle manifestazioni in onore dei francesi proprio mentre la città ospitava il Kaiser. I cattolici a loro volta non perdonavano a Guglielmo di aver espulso le congregazioni francesi dal suo Paese. La Giunta comunale, convocata d'urgenza, per lasciar contenti tutti e attenuare i contrasti, decise che le accoglienze a Guglielmo sarebbero state organizzate sotto la presidenza dell'assessore cav. Nicolò Di Lorenzo del Castelluccio, un rappresentante della Destra, mentre quelle per la delegazione della Francia repubblicana sarebbero state dirette dal prosindaco on. Giuseppe De Felice, esponente delle classi popolari. La mattina del 20 aprile, così, De Felice si recò alla stazione ad accogliere gli ospiti parigini, e poi tutti insieme assistettero all'innaugurazione della fontana. La cerimonia si svolse frettolosamente e senza la prevista solennità. Molta la delusione dello sculotre. L'indomani i giornali diedero all'avvenimento una brevissima notizia, con queste poche righe sperdute quasi tra le pieghe delle lunghe e circostanziate cronachedella visita del Kaiser e dei francesi: "La grandiosa fontana artistica del piazzale della stazione, opera geniale e monimentale dello scultore Moschetti, scoperta, si erege maestosa in mezzo all'aiuola, coperta di fiori e di piante, destando non l'ammirazione più sincera ma l'entusiasmo più profondo degli innumerevoli cittadini". A fine anno, il Comune saldò il conto allo scultore: 21.000 lire.