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Catania - Aeroporto Fontanarossa

Catania - Aeroporto Fontanarossa
 
Quando l'allora presidente del Consiglio on. Benito Mussolini, in tight e tuba secondo il cerimoniale dell'epoca, lo innaugurò alle 8 del mattino dell'11 maggio 1924, l'aeroporto di Fontanarossa aveva già alle spalle ben dodici anni di vita, anche se non ufficiale, ma tuttavia intensa e pionieristica, in un "campo" appena tracciato su un terreno preso in prestito di proprietà del Comune, in una zona acquitrinosa a sud della città, sul limitare della Piana, dove venivano disputate da un paio d'anni le prime partite di calcio. "Le origini della navigazione aerea nella nostra città sono alquanto confuse ma è certo che intorno al 1912 un catanese, Giuseppe Leonardi sr, volò Blériot di proprietà di un amico francese". "Nel 1922 e nel 1923, prima cioè che il Battaglione Aviatori (Corpo specializzato del Genio militare) assumesse la nuova denominazione di Regia aeronautica, esisteva già un nucleo aeroportuale, il quale era provvisoriamente sistemato sotto due tende, piantate nel punto ove oggi si accede nel campo di volo militare. L'aeroporto consisteva in una fetta di terreno acciottolato e argilloso, su cui si posava sobbalzando e impennandosi il malconcio velivolo di Cattaneo, un pioniere dell'aviazione, temerario e spericolato per le sue acrobazie, dopo uno dei tanti voli di propaganda compiuti nel cielo di Catania per conto di una rinomata ditta locale, suscitando lo stupore e l'ammirazione della popolazione non ancora abituata ed educata a uno spettacolo così inusitato. E in tema di pionieri, vogliamo ricordare un altro asso e non meno spregiudicato del primo, Conti, il quale per un volo di piacere sulla città faceva pagare la bella somma di 10 lire". Inoltre, nel 1922, su indicazione di altro pionere del volo, Mario Musumeci, un pilota catanese che nella prima guerra mondiale, dopo un improvviso bombardamento operato da un dirigibile tedesco, era stato incaricato di provvedere (da solo) alla difesa aerea di Napoli dove non vi era ancora un campo di aviazione (col suo "Nieuport" fu costretto ad atterrare nella piazze d'armi della città partenopea), nel campo di Fontanarossa il napoletano Gennaro Maddaluso provò un nuovo tipo di paracadute eseguendo numerosi lanci. Lo stesso Musumeci vi tenne poi una scuola - una delle prime in Italia - di volo a vela. Nell'imminenza dell'innaugurazione, all'aeroporto di Fontanarossa, frattanto intitolato a un eroico Caduto palermitano, Igniazio Lanza di Trabia, venne assegnato un piccolo distaccamento di aeroplani, inviato dal ministero della Guerra: 4 bimotori pesanti da bombardamento "C450", prodotti da una delle più famose case di costruzione aeree, la "Caproni". Le attrezzature ricettive e dei servizi erano costituite da tre baracche (comando e alloggio dei pochi avieri) e due hangars, di cui uno di ferro (tolto agli austriaci durante la guerra 1915-18). Con l'arrivo dei velivoli militari si provvide subito a realizzare una piccola pista per dare un minimo di sicurezza alle manovre di decollo e di atterraggio. Altri impianti furono realizzati, ma si rimaneva ancora nell'era pionieristica.
La situazione cominciò ad evolversi positivamente per l'aeroporto di Fontanarossa allorché, con il passare degli anni, le autorità militari si resero conto che lo scalo catanese era situato in una posizione ideale e che poteva dare maggiori risultati se adeguatamente attrezzato e valorizzato. Si puntò allora, anche se gradualmente, al suo potenziamento e non soltanto sotto l'aspetto e non soltanto sotto l'aspetto militare ma anche sotto quello sotto quello del traffico civile e commerciale, già in pieno sviluppo in tutto il mondo, anche perché a Fontanarossa cominciarono a interessarsi alcune compagnie di varie Nazioni: ka "SAS", la "KLM", la "Sabena", la "Caplen" e successivamente, con regolari voli di linea internazionali, anche l'"Alalittoria", l'"Air Malta", l'Aigle Azure" e la "BOAC" che inserirono lo scalo catanese nei loro itinerari. Nel 1993, ai "Caproni" (parte dei quali erano andati distrutti di un colossale incendio sviluppatosi in uno degli hangars) venne affiancata una squadriglia da ricognizione mentre svolgeva piena attività una sezione della RUNA (Reale unione nazionale aeronautica) istituita nel 1934 dal barone Consalvo Romeo del Castello e dotata di piccoli monomotori destinati all'addestramento dei piloti in congedo e alla formazione di nuovi aviatori (lo stesso Romeo nel 1947 foderà l'Aeroclub catanese). Nel corso della seconda guerra mondiale, l'aeroporto di Fontanarossa venne adibito esclusivamente a scopi militari e fu il principale trampolino di lancio per le martellanti incursioni dei bombardieri dell'Asse sulla piazzaforte di Malta. Subì, a sua volta, anche rilevanti danni sia durante il periodo bellico a causa di numerosi bombardamenti sia durante le infuocate le infuocate giornate che precedettero l'occupazione alleata della città. Proprio dall'aeroporto catanese, la mattina del 12 febbraio 1941, il maresciallo Erwin Rommel, spiccò l'ultimo salto per raggiungere la Libia e assumere il comando dell'"Afrika Korps". Il 24 giugno dell'anno appresso, Mussolini, giunto quasi in segreto, sempre a Fontanarossa premiò i piloti che, bloccando i convogli inglesi diretti in Africa, "avevano fatto sentire nel profondo delle carni della Gran Bretagna il morso della Lupa di Roma". Nel dopoguerra, con la crescente espansione dei collegamenti aerei, l'aeroporto di Fontanarossa si trovò al centro di un rinnovato interesse per il movimento dei passeggeri e delle merci. Si decise così di staccare il traffico civile (che riguardava non soltanto le linee interne ma anche quelle internazionali) da quello militare della cui pista però il primo avrebbe continuato ancora a usufruirne. Così, mentre veniva potenziato lo scalo militare - dove aveva sede il 41° stormo, ora di stanza nella base aeromarittima di Sigonella, e dove ha ancora sede la Stazione elicotteri della Marina militare - l'amministrazione provinciale, per competenza di istituto, costruì la prima aerostazione civile Il nuovo impianto, inaugurato nel dicembre 1950 dall'allora ministro degli Interni on. Mario Scelba (la prima pietra era stata posta tre anni prima dal presidente del Consiglio on. Alcide De Gasperi), fu intitolato al nome di un insigne meteorologo catanese, Filippo Eredia.
L'aeroporto di Catania si è rivelato il migliore d'Europa, dopo quello di Atene, per una serie di requisiti: condizioni metereologiche e climatiche eccellenti, grande vicinanza al mare dal lato dell'ingresso est della pista e conseguente modesta altitudine del suolo, continuità con la più estesa pianura dell'isola (la Piana), altissimafrequenza di ottima visibilità con assenza quasi totale di nebbia, miti temperature invernali e assenza di terreno ghiacciato, notevole altezza dello zero termico anche in inverno, pista orientata sempre secondo i venti predominanti e aperta dalle due parti opposte. Nel breve giro di parti opposte. Nel breve giro di pochi anni però, in conseguenza del sempre maggiore sviluppo assunto dalle comunicazioni aeree e soprattutto sotto la spinta del movimento turistico e della nuova potenza e pesantezza degli aeromobili, lo scalo di Catania si rivelò del tutto insufficente, nonostante l'attuazione di alcuni provvedimenti, relativi soprattutto alla pista, che nel 1961 venne portata da 1600 e 2200 metri e nell'autunno dello stesso anno venne allungata, stavolta dal lato di ponente, di altri 40 metri. La situazione, soprattutto sotto l'aspetto della ricettività già drammatica fin dagli anni Sessanta, precipitava ogni giorno di più, tanto da far definire Fontanarosaa "Una Hong Kong di bianchi", "Una Gibuti di europei", "Una sala da ballo dopo la notte di Carnevale".
Le compagnie straniere e le agenzie di viaggio cominciarono a protestare e a cancellare i voli charter. Il problema fu affrontato con una certa serietà agli inizi degli anni Settanta ma soltanto 5 anni dopo si potè dare il via ai lavori per la costruzione di un nuovo aeroporto di livello internazionale, su progetto dell'architetto Alberto Morandi di Roma, e per l'allungamento della pista, che alla fine degli anni Settanta è stata portata a quasi 3000 metri, fin quasi a toccare l'arenile della Plaia. L'aerostazione, realizzata con fondi statali (totale dei finanziamenti: 10.792.800.611 lire) dall'impresa AIA s.a.s., sotto la direzione tecnica dell'amministratore provinciale (direttore dei lavori ing. Vincenzo Lombardo), è stata innaugurata il 5 agosto 1981 dai passeggeri del volo AZ 141 delle ore 6.30 per Roma. Qualche ora dopo, nel nuovo compless, visita delle maggiori autorità cittadine. Sono stati anche ralizzati la torre di controllo, l'aerostazione merci, la caserma dei vigili del fuoco, il pronto soccorso e il depuratore biologico, è stata allargata la piazzuola per la sosta dei velivoli e sono stati costruiti un parcheggio coperto e custodito (486 posti-macchina) e uno scoperto incustodito per altrettanti posti. La vecchia aerostazione resta dedicata interamente agli arrivi mentre la nuova aerostazione esclusivamente alle partenze (charter compresi).

All'inizio del XXI secolo, quindi, si dedicò tutta la vecchia struttura alle sole partenze realizzando, contestualmente, un piccolo terminal arrivi a fianco. Successivamente si è provveduto alla realizzazione di un nuovo terminal di circa 44.000 mq, articolato su due livelli (arrivi e partenze), una torre alta circa 30 metri - destinata ad accogliere uffici ed un ristorante panoramico - e sei pontili (più uno) d'imbarco. Tale struttura, che in un primo momento può assorbire un traffico annuo di circa dieci milioni di passeggeri, è aperta al pubblico da maggio 2007. Importanti opere sono state realizzate sull'air-side. La nuova via di rullaggio 08 (in uso dal 2006) ha elevato la capacità oraria a 22-24 movimenti. Nel Gennaio 2007 sono stati aggiudicati i lavori per la realizzazione di un'altra via di rullaggio, la 26, grazie alla quale i movimenti orari saliranno a 32. È stato anche realizzato un primo ampliamento del piazzale di sosta, portato a 172.500 mq., con una capacità di 25 aeromobili in configurazione standard. L'ENAV è in procinto di aggiudicare i lavori per l'installazione di un sentiero di avvicinamento luminoso CAT I per la pista 08 e di uno semplificato per la 26.

La nuova aerostazione in costruzione fa parte di un progetto più ampio che si completerà (da previsione) nel 2012 con l'assetto definitivo di 3 terminal, la costruzione di una seconda pista in luogo dell'unica attualmente utilizzata, il collegamento con la metropolitana e con le Ferrovie dello Stato e la riqualificazione di tutto il territorio circostante attraverso la costruzione di parcheggi multipiano e nuove aree commerciali. La capacità annuale di traffico passeggeri sarà quindi ulteriormente incrementata.