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  Calatabiano
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Calatabiano

Di origine saracena (Kalghata Biano) si trova menzionato all'epoca della conquista normanna e fu poi possesso di Pagano e Gualtiero de Parisi, Conti di Avellino, che ne occuparono l'antico castello (1135). Infeudato nel 1213 ad Arnaldo de Regio, fu da Federico II concesso a Gualtiero de Palearis, suo cancelliere e Vescovo di Catania. Dai Vescovi di Catania il borgo passò a Ruggero di Lauria e quindi sotto Federico II d'Aragona al genovese Brancaleone Auria. Mensionato nel censo di Re Martino (1408) fu dei Cruyllas e dal 1547 della famiglia Marullo. Alla fine del XVII secolo il castello fu acquistato dai Gravina, ai quali rimase fino all'estinzione dei feudi. Il castello conserva oggi tracce normanne, sveve e aragonesi. In prossimità della spiaggia fu edificata la singolare residenza sururbana dei Principi di Palagonia (Gravina), il cosiddetto Castello di San Marco.

Castello di Calatabiano


Calatabiano è un paese molto antico. I primi colonizzatori del territorio furono i Calcidesi, essi arrivarono dalla Grecia nel 725 a.C. Nell’827 d.C. gli Arabi arrivarono in Sicilia e nel 902 essi conquistarono il territorio e costruirono un castello in cima alla collina.

Il nome del Kakim, principe, era Bian, così il castello fu chiamato Kalat’a’Bian, cioè castello di Bian. Attorno al castello fu costruito un villaggio. Dopo gli Arabi il castello fu conquistato dai Normanni nel 1079, quindi dagli Angioini nel 1272 e infine dagli Aragonesi. Dal 1396 al 1669 fu sotto il dominio dei Crujllas, una famiglia spagnola.

Castello di San Marco


Dopo due terribili terremoti nel 1669 e nel 1693, gli abitanti abbandonarono il castello e incominciarono a costruire un villaggio ai piedi della collina. Finalmente, nel 1813, Calatabiano divenne “comune”.
 
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