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  Caronia
 
Caronia

Il comune è salito agli onori della cronaca poiché tempo fa, a Canneto (frazione di Caronia) alcuni elettrodomestici e oggetti contenenti parti metalliche prendevano fuoco senza alcuna ragione apparente.

Esso sorge in una zona litoranea montagnosa, posta a 304 metri sopra il livello del mare.

La cittadina sorse sul sito dell'antica Calacte ("Bella costa", in greco). Il toponimo Caronia (Al Qaruniah) è rammentato dal geografo arabo Idrisi. Nel medio evo fu feudo dei Ventimiglia che lo sfruttarono come scalo commerciale.
Il nome della cittadina deriva dai monti Caronie, che è un altro nome, meno noto, dei monti Nebrodi su cui appunto sorge Caronia.

Le prime notizie sulla presenza di un nucleo abitato in zona risalgono al secolo VIII A.C. con il nome di Kale akte che significa "bella costa".

Dai reperti archeologici ritrovati si deduce che l'insediamento antico era ubicato in prossimità del mare e quindi coincidente con l'odierna Marina di Caronia. Secondo lo storico Diodoro Siculo, nel 447 a.C. Ducezio fondò l'antica città di Calacte su preesistenti insediamenti. Calacte ebbe grande importanza in epoca ellenistica e romana. Si narra che la città era adornata da templi e ville e che batteva moneta propria con le effigi di Dionisio, Apollo ed Eracle.

Si pensa che Calacte sia stata distrutta dai pirati saraceni intorno all'anno 1000 d.C. e ricostruita dai sopravissuti nell'attuale sito con il nome di Caronia. Il nome della città compare in un documento del 1178 dell'arcivescovo di Messina che assegnava all'abate di Maniace ventisei chiese tra le quali quella di San Nicola di Caronia e della Madonna della Marina.

Dopo il dominio dei Normanni, che vi fondarono il "Castello" attorno al quale si sviluppò l'odierno abitato, Caronia passò in mano agli Aragonesi. Nel 1296, per concessione di Federico II d'Aragona, fu ceduta ai Ventimiglia e nel 1330, passò sotto Matteo Palici, vicario del regno di Sicilia. Successivamente passò a Blasco Aragona, nel 1408 a Enrico Rosso conte di Collesano e nel 1540 a Ettore Pignatelli.

Oggi Caronia punta allo sviluppo economico basato sul turismo naturalistico e balneare per la presenza del Parco dei Nebrodi e delle spiagge delle frazioni di Marina di Caronia, Torre del Lauro e Canneto.

Tra i monumenti più importanti ricordiamo il Castello di origine normanna, la Chiesa Madre, la Chiesa di San Biagio, santo protettore del paese, la Chiesa di San Francesco risalente al 1500 in origine annessa al convento dei Frati Minori Osservanti, il quale andò distrutto nel 1848, e la Chiesetta dell'Annunziata, edificata nel XII secolo per volontà della regina Costanza e sita a Caronia Marina.

Importante presenza romana è il Ponte Aureliano, di epoca tardo imperiale, che ancora oggi attraversa il torrente Caronia.

Le attività economiche principali sono l'agricoltura e l'allevamento. Le colture prevalenti sono le olive, l'uva, i funghi, gli agrumi, il sughero e il legname.

Gli allevamenti presenti sono quelli di bovini e ovini. Notevole è inoltre la produzione casearia.