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Punti di interesse
Cerami - Castello di Cerami
 
Capizzi

Capizzi dista 184 Km. da Agrigento, 112 Km. da Caltanissetta, 97 Km. da Catania, 71 Km. da Enna, 167 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 157 Km. da Palermo, 194 Km. da Ragusa, 155 Km. da Siracusa, 256 Km. da Trapani.

Sorge in una zona montuosa, posta a 1146 metri sopra il livello del mare.

Il nome del paese deriva dal latino Capitium, che significa falco. La prima attestazione dell'esistenza della cittadina è di Cicerone e risale quindi al periodo romano.

Nel corso dei secoli fu conquistata dagli Arabi, dai Normanni e dagli Svevi. Durante la dominazione di questi ultimi, fu governata prima dagli Antiochia e poi da Blasco di Alagona.

Successivamente fu possesso di altre famiglie di feudatari: dei Polizzi fino al sec. XVI, degli Spadafora e dei Di Ballo.

Riscattato dai cittadini, il borgo appartenne al demanio fino al 1682, quando fu acquistato dal Marchese Lancellotto Castelli, della cui famiglia fu possesso per diverso tempo.

Tra i monumenti più importanti annoveriamo la Chiesa Madre e la Chiesa di S. Giacomo.

È interessante sapere che nelle vicine contrade di Acqua Santa e di Acqua Canne esistono delle fontane le cui acque sono note per dei loro presunti effetti miracolosi.

Tra i personaggi illustri originari del luogo ricordiamo il pittore Antonino Mancuso Fuoco, (1921-1996), la cui produzione rispecchia luoghi, piante, animali ed attività tipici dell’area dei Nebrodi. Il maestro Nunzio La Farina (1896-1961) compositore e professore di musica emigrato in Argentina e autore di successi incisi su dischi Columbia, e di una nota marcia intitolata "Madre Patria".

Le attività economiche principali sono l'agricoltura e l'allevamento. Le colture prevalenti sono ciliegie, castagne, mandorle e grano.

Gli allevamenti presenti sono quelli di bovini e ovini. Sono inoltre molto buoni i formaggi tipici del luogo.