Castelmola

Da Sicilia.


Castelmola

Castel Mola dista 126 Km. da Agrigento, 185 Km. da Caltanissetta, 59 Km. da Catania, 156 Km. da Enna, 47 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 287 Km. da Palermo, 163 Km. da Ragusa, 117 Km. da Siracusa, 386 Km. da Trapani.

Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 529 metri sopra il livello del mare.

Il nome originario del paese era Mola, che indica la macina del mulino. Tale nome fu mantenuto fino al 1862, quando assunse l'attuale denominazione. La città fu fondata dai Siculi nel sec. VIII a.C. e distrutta da Dionisio I di Siracusa nel 392 a.C.. Nel 350 a.C. fu ricostruita da Andromaco, padre dello storico Timeo. Fu conquistata dai Romani, nel 902 d.C. dagli Arabi e nel 1078 dai Normanni.

Appartenne quindi a diversi feudatari: Tommaso Marullo, marchese di Condagosta, Placido Castello, Principe di Parco, Alvaro Villadicane, che nel 1756 ottenne per Castelmola il titolo di principato. Nel 1860 i cittadini votarono l'annessione all'Italia. Dal 1928 al 1947 fu frazione di Taormina, divenendo comune autonomo dopo tale data.

Tra i monumenti più importanti ricordiamo le rovine del Castello cinquecentesco, la Chiesa di S. Giorgio edificata nel sec. XVII e la Chiesa Parrocchiale del sec. XVI, ricostruita nel 1935.


[modifica] Storia

Castelmola è un comune che ha origine antichissime. Secondo il Prof. Casagrandi ebbe la denominazione "Mylai" dai primi navigatori ellenici che la scorsero in lontananza e che le diedero questo nome per la sua caratteristica conformazione di gran sasso rotondo, raffigurante o un enorme mola o una grande macina da mulino sovrapposta ad una altura che funge da base. La sua storia è legata strettamente a quella di "Tauromenion" l'odierna Taormina tanto che le loro vicende sono spesso così fortemente intrecciate da non poter distinguere quelle di una da quelle dell'altra. Distrutta da Dionigi, di Siracusa, nel 392 a.C.,fu ricostruita nel 350 a.C. costituendo l'acropoli più alta della Tauromenion Greco-Sicula. Sotto il periodo romano ebbe un certo splendore, servì da rifugio per gli schiavi ribelli durante le guerre civili (135-132a.C.). Successivamente subiva l'invasione Musulmana. Risorgeva successivamente sotto il periodo dei Normanni, pur rimanendo sempre nei modesti limiti di borgo. Importantissimi sono i resti di una necropoli Sicula (X-VII sec a.C.) in località "Cocolonazzo di Mola", il cui materiale viene conservato nel museo archeologico di Siracusa. Per quanto riguarda le attività economiche, c'è da rilevare che Castelmola vive principalmente di attività terziarie connesse al turismo. Nel settore dell'artigianato, invece, c'è da segnalare: la produzione dei suddetti "scanni", antichi sgabelli costruiti in legno di Ferla; il ricamo a mano di tessuti e i lavori in ferro battuto.


[modifica] Economia

Le attività economiche principali sono l'agricoltura, l'allevamento e l'artigianato. Le colture prevalenti sono gli agrumi, le olive, i fichidindia, l'uva e il grano. Gli allevamenti presenti sono quelli di bovini e ovini. Caratteristici sono la lavorazione artigianale del legno e i ricami.

Proverbio
Amicu fàusu è malu vicinu, jetta la petra e ammuccia la manu.

Il Falso amico è un cattivo vicino, che tira le pietre addosso, nascondendo la mano.