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Ragusa

Ragusa
 
Ragusa (Raùsa in siciliano) è un comune di 72.526 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Sicilia, è situata nella parte meridionale dei monti Iblei e rappresenta il settimo comune della regione per numero di abitanti. È il comune più ricco dell'isola e fra i più agiati del meridione. È chiamata la "Città dei ponti" per la presenza di tre strutture, molto pittoresche, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come "l'isola nell'isola" o "l'altra sicilia", grazie alla storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell'isola; nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell'intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo la divise in due grandi quartieri; da una parte Ragusa superiore, situata sull'altopiano e dall'altra Ragusa Ibla; sorta dalle rovine dell'antica città e ricostruita secondo l'antico impianto medioevale. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, hanno dato vita al più grande sito UNESCO del mondo.Situata sui monti iblei, è il capoluogo di provincia più meridionale d'Italia e fa parte dei pochi capoluoghi ad oltre 500 metri di altitudine. Dista mediamente dal mare 20 km ed è la città italiana più popolata fra quelle poste (altitudine della casa comunale) ad un'altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare. L'estensione del territorio comunale è degna di nota, mentre la cima più elevata è rappresentata dal monte Arcibessi (906 metri s.l.m.), per questo è fra i comuni lambiti dal mare che hanno il più elevato dislivello. Il quartiere più antico della città, cioè Ibla, sorge su una collina. Ad est la città è circondata dal monte San Cono, in mezzo vi scorre il fiume Irminio, il più importante della Sicilia sud-orientale. A nord è circondata dal monte Patro, nella valle in mezzo vi scorre il fiume San Leonardo. A sud si trova il monte Bollarito che è diviso da Ragusa tramite il torrente Fiumicello. Infine a ovest sorge Ragusa su un monte che non è diviso da Ibla, ma si alza dolcemente sopra di essa. Dunque la città si estende verso ovest fino a raggiungere l'altopiano (660 s.l.m.). In passato l’intero territorio di Ragusa era ricoperto da una fitta vegetazione mediterranea composta principalmente da querce e allori. I disboscamenti perpetrati nei secoli, a partire da quelli massicci effettuati dai romani, al fine di destinare la terra alla coltura dei cereali e alla pastorizia, hanno contribuito in larga parte alla diminuzione delle risorse idriche, che comunque nell’intera provincia sono superiori rispetto a quelle di altre province siciliane. Il fiume Irminio, un tempo navigabile, come si evince da antichi documenti arabi, è sbarrato da una diga, ciò ha dato luogo a un lago artificiale: il lago di S.Rosalia, che si trova a metà tra il territorio di Ragusa e quello di Giarratana. Nel territorio ibleo la flora annovera oltre 1500 taxa, per la maggior parte appartenenti all'elemento circum-mediterraneo. Significativa è la presenza di endemismi come ad esempio la Zelkova sicula, essi costituiscono oltre il 5% della flora. Per quanto riguarda la fauna si segnalano 1157 taxa di invertebrati di cui 91 endemici per la Sicilia e 29 per l'area iblea, particolarmente ricca è la fauna acquatica che comprende circa 100 specie sono di invertebrati, inoltre sono presenti 21 specie di pesci d'acque interne o d'estuario, 5 specie di anfibi e 16 di rettili. L'avifauna è anch'essa molto copiosa, si contano infatti ben 83 specie nidificanti, mentre la mammalofauna è rappresentata da 3582 esemplari di micromammiferi. Infine la fauna delle grotte conta 117 specie viventi e 53 allo stato fossile, per questo delicato sistema biologico presente solo nelle provincie di Ragusa, Siracusa e in parte di Catania, è stata finalmente promossa la creazione del Parco Nazionale degli Iblei con una superfice complessiva di 27.847 ettari; le riserve naturali sono 5 per una superficie di 4.913 ettari; vi sono inoltre circa 21.000 ettari di boschi demaniali e privati, 9 siti archeologici di notevole rilevanza, e qualche decina di siti archeologici di entità minore. Grazie alla finanziaria del 2007 e la conferma del ministero dell'ambiente sarà il primo parco nazionale siciliano.Ragusa venne fondata in epoca preistorica dai Siculi (i primi insediamenti risalgono al XX secolo a.C.) e ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia dell'isola. La leggenga vuole che il re siculo Hyblon abbia fondato un primo insediamento, scacciando gli antichi Sicani. Durante l'epoca greca prese il nome di Hybla Heraia, essa fu più volte assediata, ma inutilmente, infatti conservò la propria indipendenza fino alla metà del III secolo a.C. Invece la città gemella Kamarina, colonia della città di Siracusa, non ebbe la stessa sorte, durante il corso dei secoli, a causa dei continui saccheggi, fu completamente spopolata e gli abitanti si rifugiarono nella città patria d'Hybla. In seguito sotto i Romani, Ragusa diventò una città decumana insieme a Modica, obbligate cioè a pagare a la decima parte dei raccolti, ciò fa pensare ad un trattamento di favore, probabilmente dovuto al fatto che le città si arresero senza combattere. In seguito alla caduta dell'impero romano, divenne una comune Bizantino e fu costruito un castello per difendersi dai barbari. Gli arabi provarono più volte ad espugnare la città ma la conquistarono solo nel 848, essi incrementarono l'agricoltura e diedero un importante contributo nel campo artistico e culturale. Dopo una rivolta popolare, che cambiò il nome latino Hereusium in quello arabo Rakkusa proprio per la cacciata degli Arabi che le diedero questo nome, venne per più di cinquecento anni amministrata autonomamente da vari conti, anche all'interno di altre dominazioni come quelle angioine e aragonesi, grazie agli antichi privilegi che nel 1091 il conte Ruggero concesse al figlio Goffredo primo conte di Ragusa, che poté amministrarla con un'ampia autonomia. Durante il periodo svevo la città fu incorporata nel demanio, tuttavia alcuni privilegi furono ristabiliti grazie al re Federico II. Gli angioini, invece, amministrarono la Sicilia e Ragusa in modo pessimo e furono cacciati grazie ai famosi vespri Siciliani, in particolare Giovanni Prefoglio capeggiò la rivolta ragusana che sterminò il presidio francese. In seguito a ciò sotto gli aragonesi, Ragusa riacquistò l'antica autonomia normanna, e fu data in Signoria a Donna Marchisia Prefoglio, moglie del citato Giovanni. La Signoria di Ragusa si fuse con la Contea di Modica nel 1296 grazie a Manfredi I Chiaramonte, che prese in sposa Isabella Mosca, figlia del Conte di Modica. Nel 1366, con Manfredi III Chiaramonte, la Contea raggiunse il massimo splendore con l'acquisizione delle terre di Terranova e di tutto l'arcipelago maltese. La contea godeva di un'amministrazione autonoma del tutto separata dal governo di Palermo, nessun re aveva diritto a governarla, ma solo il conte. Divenne dunque fra gli stati feudali italiani più importanti. Ragusa fu sede del principale, per grandezza e sfarzosità, Castello della contea fino al 1447, anno in cui a causa di una violenta ribellione contro lo scellerato conte Giovanni Cabrera, tutte le Istituzioni politiche e amministrative ancora presenti a Ragusa, in particolare la Cancelleria che era stata incendiata e distrutta, furono spostate nel castello di Modica, capitale della contea stessa. Nel 1693 un terremoto devastante distrusse l'antica città e causò circa cinquemila morti su una popolazione di circa tredicimila abitanti, questo determinò la ricostruzione dell'intera città.
Nel 1848 insieme alle città di Modica e di Scicli si ribella al governo borbonico, al fine di ottenere la libertà e l'indipendenza dell'Isola. Nel 1860 furono inviati immediatamente dei volontari armati in aiuto di Garibaldi che era appena sbarcato a Marsala e dunque entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1889 nasce la Banca Popolare Cooperativa di Ragusa, primo embrione della attuale Banca Agricola Popolare di Ragusa, la banca nacque grazie alle ingenti ricchezze e alla florida agricoltura che appartenevano all'ormai ex contea e divenne subito un polo importante di riferimento per tutta l'economia iblea. Agli inizi del XX secolo anche nel ragusano si diffusero le idee socialiste in modo particolarmente forte rispetto alla regione, da molti storici fascisti Ragusa fu descritta come "un feudo dei rossi, non dissimile da quello di Bologna". A causa di una forte dialettica politica, a Ragusa si impose il fascismo, provocando una risposta violenta analoga a quella padana. Il 29 gennaio 1921 un gruppo di fascisti distrusse il circolo socialista di Vittoria, uccidendo un uomo e ferendone dieci e due mesi dopo a Ragusa furono uccise quattro persone e sessanta rimasero ferite. La città fu la prima siciliana ad avere dato vita questo movimento politico, a tal punto che nella Torre littoria edificata per volere dello stesso Mussolini fu incisa la seguente frase: "Fascismo ibleo Tu primo a sorgere nella generosa terra di Sicilia". In seguito, nel 1927 grazie a Filippo Pennavaria noto esponente fascista, Ragusa venne istituita provincia. Durante la Seconda guerra mondiale la città venne scossa improvvisamente dai bombardamenti, a partire dal 1942 e per tutto il 1943, a causa della presenza dell'aeroporto militare di Comiso; dalla sua pista partivano i cacciabombardieri dell'Asse. Nel 1943 la costa iblea fu poi teatro dello Sbarco in Sicilia da parte degli Alleati, ritornando comunque rapidamente alla normalità alla fine della guerra. Il 4 gennaio 1945, la giovane Maria Occhipinti diede origine ad una rivolta popolare, infatti la donna incinta di cinque mesi, si stese a terra, davanti un camion militare, in tutta la città scoppiò una violenta sommossa, soprattutto nelle zone più popolari e in particolare nel quartiere soprannominato Russia. La calma fu ristabilita rapidamente non senza feriti e molti ragusani vennero incarcerati o costretti a essere espulsi dalla città. Il 1 ottobre 1955 con regolare bolla pontificia, la città è stata eretta alla dignità di diocesi, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Siracusa e dalla diocesi di Noto.
Oggi Ragusa si presenta come una città dinamica e benestante, essa è sede di numerose aziende ed enti, è inoltre il più importante polo finanziario del meridione per la presenza della BAPR che è la quarta banca popolare italiana. Dagli anni '90 l'economia ragusana si sta sviluppando verso il settore industriale che è tutt'ora in rapida crescita in controtendenza rispetto alla situazione italiana, purtroppo la scarsa presenza d'infrastrutture ha limitato la grande potenzialità di questo territorio che comunque rimane l'area export più importante della sicilia, inoltre la città dal 1993 è sede universitaria.