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Catania - Chiesa di San Nicolò l'Arena

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San Nicolò l'Arena o San Nicola l'Arena è un complesso monastico situato nel centro storico di Catania costituito da un importante monastero benedettino e da una monumentale chiesa settecentesca.

La fondazione del monastero sull'Etna


Intorno la seconda metà del XII secolo, sulle pendici dell'Etna venne eretta una cappella e un ricovero per i monaci infermi dei vicini monasteri di Santa Maria di Licodia e San Leone di colle Pannacchio nei pressi di Paternò. In seguito alla nascita di alcuni cenobi vicini e per volere di Federico III di Aragona vi si costruì il monastero che venne costituito sede principale dei cenobi prendendo la denominazione di San Nicolò la Rena per la devozione dei monaci al santo e per la caratteristica terra sabbiosa (rena) che ricopriva la zona.

Il monastero negli anni si espanse divenendo méta di numerosi pellegrini e della stessa regina Eleonora d'Angiò. Dal monastero prenderà il nome il paese di Nicolosi.

Nella prima metà del XVI secolo una eruzione e i pericoli derivate dalle incursioni di numerose bande di briganti spinsero i monaci a richiedere il trasferimento a Catania dove fondarono il nuovo monastero di San Nicolò l'Arena.

Dal marzo del 2005 l'antico monastero etneo ristrutturato è sede dell'Ente Parco dell'Etna.

Il monastero nella città di Catania


Il monastero fondato nel XVI secolo a Catania è stato per anni considerato il secondo più grande in Europa dopo quello di Mafra in Portogallo. Tuttavia, conteggiando la superficie della chiesa annessa e dei locali delle cucine recentemente scoperti, si può ormai considerare il più grande in Europa. Venne iniziato nel 1558 e inaugurato, ancora incompleto, nel 1578, alla presenza del viceré di Sicilia Giovanni Della Cerda.

Nel 1669 una delle eruzioni più devastanti dell'Etna raggiunse il monastero distruggendo la piccola chiesa costruita alla fine del secolo precedente. In seguito ai danni dell'eruzione i benedettini diedero vita ad un'imponente opera di ristrutturazione e completamento, contemporaneamente iniziò il progetto per la costruzione della monumentale chiesa di San Nicola, che venne iniziata nel 1687 su progetto dell'architetto romano Giovan Battista Contini.

L'11 gennaio 1693 il terremoto che distrusse quasi interamente la città di Catania provocò anche la rovina di buona parte del monastero benedettino; perirono più della metà dei circa 50 monaci. Le strutture della chiesa, ancora in corso di costruzione furono risparmiate, ma i lavori furono interrotti per circa vent'anni.

In seguito all'eruzione lavica e al terremoto gli ordini monastici catanesi, in risposta allo sconforto della popolazione, si impegnarono nell'edificazione di grandi opere monumentali. In questo contesto, nacque il nuovo progetto del monastero. ripensato in stile barocco. La costruzione del nuovo monastero iniziò nel 1703 sotto la guida di diversi architetti. Il progetto, rimasto incompleto, prevedeva la costruzione di due grandi chiostri intorno alla chiesa, sulle rovine dell'antico monastero distrutto.

Fu ripresa inoltre, ad opera di Francesco Battaglia e Giovanni Battista Vaccarini, la costruzione della chiesa, proseguita quindi da Stefano Ittar con la costruzione della cupola nel 1780. Il prospetto rimase tuttavia incompiuto, a causa di difficoltà tecniche ed economiche, ed ancora oggi vi campeggiano due coppie di colonne tronche.

All'interno dell'edificio si trova il più grande organo della Sicilia costruito dal monaco benedettino Donato Del Piano nel XVIII secolo e recentemente restaurato, ed una meridiana lunga 39 metri, realizzata nel 1839, lungo la quale sono raffigurati i simboli dello zodiaco.

Il monastero benedettino è oggi sede della Facoltà di Lettere dell'Università di Catania.