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  Caltagirone - Castello dei Geni
 
Caltagirone - Castello dei Geni

"Castello dei geni" oppure "Castello delle grotte" o "Castello delle giare ". Questo significherebbe il toponimo "Caltagirone" secondo le più accreditate interpretazioni, che danno al nome una radice araba. Altri pensano che la seconda parte delnome, cioè "Girone", nasconda la radice di un antico toponimogreco, forse "Gela", non quella marittima bensì quella posta all'interno, o forse "Galarìna" o ancora "Hybla Gereatis", per non parlare della plausibile "Morgantina" o delle improponibili "Kakiron" o "Calacte". Mistero fitto sul nome, ancora oggi; molte però le certezze, grazie alla scienza archeologica. Il popolamento del territorio ha origine nellanotte dei tempi e dura, senza soluzione di continuità, dal neolitico ai nostri giorni, favorito da una posizione geografica di eccezionale importanza, dalla feracità dei suoli, dalla relativa abbondanza di acquae di boschi, dalla presenza di imponenti banchi di argilla sfruttati da sempre per la produzione della ancor oggi celeberrima ceramica . ll territorio di Caltagirone, in varie associazioni e stratificazioni, è così diventato un immenso giacimento archeologico, dove è possibile cogliere le testimonianze di tutte le civiltà che si sono succedute nell'arco di oltre 7 millenni. Basti dire che nei circa 400 kmq del territorio comunale sono presenti almenoventi siti che rivelano consistenti presenze preistoriche, quattro città di età greca arcaica, di cui due continuano la loro vita in età ellenistica e romana, un castello ellenistico,almeno tre grandi fattorie romane, tre villaggi bizantini, un paio di casali arabi. Assai numerosi, ovviamente, sono i reperti litici, metallici e soprattutto ceramici, che provengono dalle zone archeologiche calatine, molti dei quali hanno un eccezionalevalore documentario edonistico; non tutti, però, hanno trovato posto nei Musei calatini e sono confluiti nei Musei di Siracusa, Agrigento e Palermo. Questi sono i risultati che è possibile estrapolare dalla ricca letteratura archeologica su Caltagirone, alimentatadi continuo sia da una numerosa schiera di agguerriti studiosi locali, sia dai maggiori studiosi di antichità siciliane, da Paolo Orsi, che vi compì le prime e fondamentali ricerche scientifiche, a Luigi Barnabì Brea, Paola Pelagatti, Giuseppe Voza, Umberto Spigo, che ne hanno ampliato le ricerche e approfondite le conclusioni, da Eugenio Manni a Giorgio Bejor e numerosissimi altri archeologi di chiara fama, che hanno studiato e studiano il territorio calatino, giungendo spesso a conclusioni sorprendenti e intriganti. L'ampiezza dell'assunto non fuorvii il lettore: il nostro scopo, qui, è quello di fornire una piccola guidaa chi vorrà avventurarsi nei siti più noti e più " turisticamente" fruibili del Calatino, nella certezza di immergersi in uno dei paesaggi più belli e più incontaminati della Sicilia.